Immortal Hulk #4 svela l’origine degli iconici pantaloncini viola del personaggio La Marvel continua la sua opera d'approfondimento del legame BannerHulk

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ATTENZIONE SPOILER INSIDE

Siamo ormai giunti al 4 numero della nuova testata Immortal Hulk e il team continua a scavare nei dettagli sconosciuti del legame fra Bruce Banner e Hulk, mostrando il gigante di giada con una luce completamente nuova. La serie prende spunto da storie classiche come Frankenstein e lo Squalo, il nuovo Hulk è un essere conscio della sua immortalità, che perseguita la città indagando su casi misteriosi di attività criminali.

Il mondo è sulle sue tracce, ma la nuova creatura è intelligente e cerca, nel limite delle sue possibilità, di non lasciare tracce, ma non è semplice quando sei gigante e verde. Al Ewing e Joe Bennett approfondiscono la psiche di Banner e nel mostrarci di più di questo nuovo Hulk noi scopriamo di più sul loro passato, inclusa l’origine degli iconici pantaloncini viola.

Il numero #4 si concentra sulla giornalista Jacqueline McGee in cerca di Banner con la convinzione che lui sia di nuovo l’Hulk. Nel corso della sua ricerca, incappa in Walter Langkowski (aka Sasquatch) che in passato è stata brevemente collega di Banner alla Penn State dove hanno condotto la ricerca gamma come studenti.

Scavando nella vita dello scienziato, McGee scopre che Banner era un uomo insicuro che non voleva che Langkowski, il suo assistente di ricerca e compagno di stanza, finisse sotto i riflettori. Langkowski Infatti era un membro di spicco del campus e una star dello sport, Banner voleva distinguersi dalla massa, supplendo alle sue carenze atletiche, il campo accademico era il suo e per attirare l’attenzione prese la decisione di dare via molti dei suoi vestiti, riempiendo il guardaroba di pantaloni del colore che credeva fosse più popolare, il viola.

Banner avrebbe voluto essere come il suo idolo, Alber Einstein, che di solito indossava gli stessi vestiti ogni giorno, dimostrando ulteriormente il suo essere un genio, il punto di vista di Langkowki è però differente, secondo Walter questo cambiamento era un grido disperato di un uomo bisognoso d’attenzioni, l’esatto opposto del Banner di ora, desideroso solamente di vivere in pace la sua vita.

 

 

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD