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Le novità degli Oscar sono realmente un passo avanti? nelle scorse settimane l'academy ha presentato le novità per il prossimo anno, ma saranno veramente positive per il mondo del cinema?

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Negli ultimi giorni sono state annunciate dall’academy alcune delle novità che caratterizzeranno la prossima edizione della notte degli Oscar, una su tutte l’istituzione di un premio dedicato alle pellicole “popolari”, una scelta che rispecchia quasi totalmente la situazione attuale del gotcha dello spettacolo cinematografico, forse troppo legata ad un concetto di cinema arcaico.

Le premiazioni delle notti degli Oscar infatti spesso non rispecchiano in maniera lucida la realtà della sala, spesso le premiazioni dell’academy storcono il naso e scartano con eccessiva velocità titoli premiati dal box office e di conseguenza dal pubblico stesso, creando un forte scollamento fra spettatori e critica. Una sorta di monarchia cinematografica che cerca di imporre il suo giudizio “tecnico” ad una platea che non sempre gradisce e approva, preferendo correre in sala e premiare un cinecomics come Avengers: Infinity War e Black Panther rispetto a mettere in watchlist opere come The Lobster o Moonlight.


Pensare all’istituzione di un premio a “il film più popolare dell’anno”  come un apertura alla democrazia hollywoodiana è però un eccesso d’illusione da evitare, la realtà è che l’Academy ha finalmente trovato un modo per gestire la situazione in maniera “pulita”, accontentando gli studios e il pubblico permettendo loro pensare d’avere importanza, quando in realtà verranno accompagnati al tavolo dei bambini, in modo da tenerli occupati mentre i grandi banchettano con la pietanza principale, felici di poter evitare le urla e le grida della fauna che riempie le sale dei blockbuster, una popolazione che spesso (esistono eccezioni a queste regole ma sono ben poche) è ben diversa da quella austera che siede sulle poltroncine del vincitore della statuetta più ambita.

Il problema degli Oscar è solo la lunghezza? 

Una decisione di questo tipo mostra ulteriormente come i vecchi del settore vogliano arroccarsi alle loro convinzioni, difendere il buon cinema dalle invasioni barbariche dei blockbuster, che con i loro mostri giganti e i loro super eroi ormai da anni scuotono le mura del castello chiedendo il giusto spazio al tavolo della gente che conta.
A guidare la decisione dell’Academy non è la voglia di cambiamento, ma la disperazione, quella che porta gli organizzatori a pensare che il problema della notte degli Oscar sia tutto nell’eccessiva lunghezza ( anche se in parte è vero) della serata, eliminando di fatto l’unico spazio dove venivano dati i riflettori alle categorie tecniche.

Ovviamente se questa scelta funzionerà lo scopriremo solo a febbraio, per ora non possiamo che aspettare l’uscita dei titoli in competizione, pronti a tifare rumorosamente per il nostro titolo preferito, che magari questa volta potrà portare a casa almeno una statuetta.

 

 

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD