Hunters: La recensione della prima stagione

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Ha da poco fatto la sua comparsa nel catalogo di Amazon prime video la serie TV prodotta dal regista di Get Out e Us Jordan Peele e ideata da David Weil: Hunters . Nel cast troviamo : Logan Lerman
Jerrika Hinton,Lena Olin,Saul Rubinek,Carol Kane,Josh Radnor,Greg Austin,Tiffany Boone, Louis Ozawa Changchien,Kate Mulvany,Dylan Baker e Al Pacino.

Lo show, composto da 10 episodi, ci porta negli USA degli anni’70 dove un gruppo di cacciatori decide di mettersi sulle tracce di alcuni nazisti che si sono infiltrati negli Stati Uniti e che ora vivono tranquilli, all’insaputa dei sopravvissuti all’olocausto.

Una storia di vendette, questo forse è il punto cardine dell’intero show, tutto infatti comincia quando la nonna del protagonista Jonah viene uccisa da un Nazista sotto i suoi occhi. Il ragazzo farà così conoscenza del capo di questa banda di Hunters, Mayer, che lo introdurrà al mondo che è stato anche di sua nonna e che fino a quel momento il ragazzo ignorava.  Inizia così una spirale che vedrà il giovane allontanarsi sempre di più dai dettami della tanto amata Ruth e avvicinarsi a quelli del suo nuovo mentore Mayer, sollevando il grosso dubbio morale nello spettatore, è corretto diventare a propria volta mostri per cacciare i mostri che ci hanno fatto del male ? mentre sullo sfondo si allunga l’ombra di un piano più vasto e oscuro, un gioco di potere fatto di complotti e pericoli nascosti .

I primi minuti di Hunters, una fredda esecuzione eseguita per portare avanti il piano a qualunque costo, rappresentano il primo e unico momento in cui i nazisti muovono le pedine per primi. Per il resto dello show infatti abbiamo la sensazione che gli ormai vecchi gerarchi che tormentano gli incubi di alcuni dei protagonisti ebrei siano nemici subdoli e passivi, che tramano senza mai attaccare, vere e proprie prede necessarie per la trama. Paradossalmente l’unico villain a uscire da questo schema è di origine americana, Travis, unica minaccia tangibile per i nostri antieroi con la sua fedele aderenza ai dettami del nazismo e la sua imprevedibilità, che ne fanno quasi sicuramente uno dei personaggi meglio riusciti di Hunters.

Un plauso per essere riusciti a dare a ogni personaggio il giusto volto, i nazisti sono perfettamente credibili, così come il gruppo di cacciatori. Ognuno ha il volto che meglio caratterizza il suo ruolo nello show, peccato che poi la scrittura non riesca a dare a tutti il giusto grado di tridimensionalità, rendendone alcuni troppo simili a macchiette e tributi necessari per meglio calarsi nelle atmosfere dell’epoca, rendendo in qualche modo un surplus anche la presenza di un attore con la A maiuscola come Al Pacino. 

La sensazione è che Hunters non abbia del tutto chiaro cosa vuole essere, ha dei momenti estremamente pulp, degli inserti sopra le righe decisamente ben riusciti, ma che stonano pesantemente con il tono serio con cui decide di mostrarsi. Avrebbe potuto portare sullo schermo qualcosa di meno serioso e più irriverente, con cui alcune delle caratteristiche prima citate sarebbero state esaltate e avrebbero potuto giocare con lo stile dei fumetti- che spesso vengono citati negli episodi. Una rivisitazione storica – a volte di cattivo gusto – che in qualche modo potrebbe richiamare quanto fatto da Quentin Tarantino con le sue opere, ma a differenza di queste fatica nel dimostrarsi un opera solida.

Il risultato è un prodotto che fatica a trovare il giusto bilanciamento, Hunter è decisamente godibile nel suo insieme, a patto di essere disposti a salire su una montagna russa fatta di sensazioni diverse e contrastanti.

Se volete vederlo in streaming:

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD