Doom Patrol : la recensione della seconda stagione

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Torna su Amazon Prime Video ( almeno per noi italiani ) la serie Doom Patrol, legata al mondo mondo dei fumetti DC Comics e che, con una prima e folle stagione ha convinto gli spettatori.
Questa nuova stagione vede riproposta la stessa linea narrativa vista in precedenza, con i membri di questa strana squadra\ famiglia alle prese con i propri problemi personali, approfonditi anche tramite numerosi flashback. Al team iniziale si  aggiunta Dorothy, figlia di Caulder e dotata della capacità di portare in vita alcuni dei suoi amici immaginari, tra cui Candlemaker, un’entità decisamente oscura e distruttiva.

Ovviamente non mancano le cose bizzarre e nosense, come l’unità SeX-Men (di cui vogliamo uno spin-off), una sorta di strano e distorto esempio di Ghostbusters di questo universo, ma sicuramente si sente la mancanza del villain principale della scorsa stagione: Mr. Nobody

di Alan Tudyk, il cui ruolo in termini di peso specifico nella narrazione rimane purtroppo vuoto . Rimane l’anima di Doom Patrol, ma cambia il contorno e il risultato al netto dell’assenza di Tudyk (su cui lo stesso show ironizza) rimane lo stesso gradevolissimo e convincente.

La seconda stagione avrebbe dovuto essere di 10 episodi, ma il covid-19 ha scompigliato i piani e ha portato ad un vero e proprio cliffhanger nettissimo, di quelli che se fossero stati realizzati appositamente avremmo definito decisamente frustranti, ma che in qualche modo viene mitigato dalla situazione in cui è nato tale finale e dall’essenza stessa di uno show eccentrico .

Tralasciando il fastidio per un finale che non ci ha per nulla soddisfatto, Doom Patrol di è confermata una serie poco convenzionale e divertente, trovando però anche i giusti tempi per approfondire tutti i suoi personaggi e dargli maggiore tridimensionalità, segno che in tutta la follia sullo schermo c’è anche una scrittura ponderata e lucida. Qualche passo avanti dal punto di vista tecnico, ma ancora non siamo ad alti livelli, un piccolo difetto in una serie assolutamente ben realizzata.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD