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Krista Vernoff contro gli agenti di Hollywood: “basta incolpare il MeToo!” I movimenti Time's Up e MeToo stanno sconvolgendo Hollywood da parecchi mesi e celebrità come Krista Vernoff ne stanno ora prendendo le difese in maniera più critica.

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“Che i grandi capi hollywoodiani smettano di incolpare il MeToo”

Krista Vernoff è una delle personalità del mondo dello spettacolo che più sa dare valore al ruolo delle donne nella catena produttiva dello showbusiness. Sua infatti la produzione e parte della scrittura di Grey’s Anatomy, Charmed, Private Practice, Wonderfalls e Shameless. Il suo ruolo ha fatto si che molte donne la prendessero a bandiera a seguito del MeToo, e la produttrice ha recentemente pubblicato un suo personale articolo all’Hollywood Reporter nel quale mette bene in chiaro la sua posizione nei confronti della situazione hollywoodiana attuale, che ProjectNerd riporta qui di seguito.

L’articolo di Vernoff sul MeToo per THR

Dal momento che il nome di Harvey Weinstein è diventato sinonimo violenza sessuale, l’intero sistema hollywoodiano non sa esattamente da che parte andare, o verso chi puntare il dito. Come nel caso dello scrittore-produttore David Slack, che  in un lungo scambio di opinioni su Twitter durante il quale ha affermato che il movimento MeToo è responsabile dell’attuale disoccupazione degli sceneggiatori uomini.

L’idea che ciò possa essere reale è decisamente dolorosa, e per dolorosa intendo dire spudoratamente falsa. Il MeToo è un movimento internazionale che comprende milioni di donne che hanno scelto di alzare la voce per dire “anch’io sono stata vittima di molestie” e non tutti gradiscono la supposizione che esso stia costando il posto di lavoro a uomini la cui innocenza è comprovabile, perché si ritiene possa essere una buona motivazione per continuare ad abusare delle proprie posizioni. Sono in molti infatti i professionisti del settore che hanno dichiarato di non aver potuto lavorare a causa del MeToo.

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Ciò che ha cambiato tutto nell'odierno showbiz, il MeToo projectnerd.it
Ciò che ha cambiato tutto nell’odierno showbiz, il MeToo

Parlato del MeToo, passiamo al Time’s Up. Time’s Up è un movimento e un’organizzazione la cui missione sprona a far notare che il tempo delle disuguaglianze sul lavoro deve finire. Quindi, Time’s Up e la spinta all’inclusione che l’avrebbe accompagnato rendono più difficile per gli uomini bianchi la loro vita lavorativa? Alcuni mi hanno detto, come per il MeToo, che anche in questo caso qualcuno sostiene di sì, ma perché ne avevano bisogno. Perché mentre le donne costituiscono il 51% della popolazione mondiale, costituiamo comunque meno di un quarto dei membri della Writers Guild e i numeri della DGA sono anche peggio.

Pertanto alcuni dirigenti e produttori brave persone che vogliono fare la loro parte per creare un contesto hollywoodiano più equilibrato, hanno onorato l’impegno di assumere più donne e personale di colore, ma la fase non è stata per nulla radicale, infatti i numeri sono ancora piuttosto deprimenti. La stragrande maggioranza delle posizioni occupate dagli scrittori vedono ancora circa nove uomini contro due o tre donne, e le percentuali per il settore registico sono peggiori.

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La marcia delle sopravvissute del MeToo, con la fondatrice Tarana Burke in testa projectnerd.it
La marcia delle sopravvissute del MeToo, con la fondatrice Tarana Burke in testa

So quanto è doloroso sapere che di non essere considerato per un lavoro a causa della tua razza o del tuo genere. Lo so, perché per l’intera storia di Hollywood, ancora prima del MeToo, anche le donne in cerca di lavoro nel reparto scrittori si sentivano dire che “hanno già una ragazza”. Per fortuna, anche in questo caso ho sentito di progressi nel settore, ora pare che la frase sia “hanno già la loro principiante”.

Mentre si sta leggermente spostando l’equilibrio di genere in un business radicalmente squilibrato, a quelle persone discriminate offro lo stesso consiglio ricevuto dalle donne e dalle persone di colore sin dagli albori di Hollywood: lavorate di più! Non solo per essere migliori della concorrenza, ma per essere innegabilmente migliori. Fai qualcosa di diverso, qualcosa di migliore, non importa quale sia la tua razza o genere, il talento sale sempre al vertice!

Francesco Paolo Lepore

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.